FLI Basilicata

L’ IPOACUSIA E IL RUOLO DEL LOGOPEDISTA

A cura di Valentina Diano’ – Logopedista

L’udito è l’abilità di captare le informazioni acustiche principalmente dall’ambiente esterno, trasformandole in impulsi nervosi ed elaborandole in modo da reagire agli stimoli socio-ambientali. E’ un’abilità che consente la conoscenza del mondo e l’apprendimento della comunicazione linguistica attraverso la ricezione e la trasduzione dei suoni, grazie all’integrità anatomica e fisiologica delle strutture che costituiscono l’apparato uditivo.

L’ipoacusia, dal greco ἄκουσις, “ascolto, percezione uditiva”, indica la diminuzione o la perdita completa delle abilità uditive. E’ un fenomeno trasversale che colpisce sia la popolazione pediatrica che quella adulta ed a seconda dell’età di insorgenza e della gravità, comporta diverse conseguenze per la persona.

TIPOLOGIE DI IPOACUSIA

Secondo la classificazione audiologica della sordità del BIAP (Bureau International d’Audiophonologie), da un punto di vista quantitativo (perdita uditiva espressa in decibel) l’ipoacusia si classifica in:

  • Lieve con soglia tra 20 e 40 dB. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si considera già causa di disabilità una perdita uditiva oltre 31 dB;
  • Media con soglia tra 40 e 70 dB;
  • Grave con soglia tra 70 e 90 dB;
  • Profonda con soglia uguale o superiore a 90 dB.

L’ipoacusia può essere unilaterale (colpisce solo un orecchio) o bilaterale (colpisce entrambe le orecchie).

In base alla zona del sistema uditivo danneggiata, viene classificata in ipoacusia trasmissiva, ipoacusia neurosensoriale, ipoacusia mista e ipoacusia centrale.

L’ ipoacusia trasmissiva si verifica quando il suono non è condotto in modo efficiente dal condotto uditivo esterno alla cassa timpanica che contiene la catena ossiculare (o ossicini) dell’orecchio medio. Essa può essere corretta sia da un punto di vista medico che chirurgico. Esempi di condizioni che possono causare un’ipoacusia trasmissiva comprendono:

  • Condizioni associate a patologie dell’orecchio medio, come la presenza di secrezioni sieromucose nell’orecchio medio causato da raffreddori, allergie (otite media secretiva), scarsa funzionalità delle tube di Eustachio, infezione dell’orecchio (otite media), timpano perforato, tumori benigni;
  • Presenza di tappo di cerume;
  • Presenza di un corpo estraneo;
  • Assenza o malformazione dell’orecchio esterno, del condotto uditivo o dell’orecchio medio.

L’ipoacusia neurosensoriale si verifica quando vi è un danno nell’orecchio interno (coclea), o quando il danno va dalle vie nervose (retrococleare) dell’orecchio interno al cervello. L’ipoacusia neurosensoriale implica non solo una riduzione in decibel del segnale sonoro, sentire il suono debole, ma riguarda anche la comprensione del parlato e la percezione chiara dello stimolo. E’ una perdita permanente che può essere corretta soltanto da un punto di vista chirurgico, come vedremo successivamente. Può essere causata da:

  • Malattie;
  • Lesioni alla nascita;
  • Uso di farmaci tossici;
  • Sindromi genetiche;
  • Esposizione a rumore;
  • Virus;
  • Traumi cranici;
  • Invecchiamento;
  • Tumore.

L’ipoacusia mista si verifica quando un’ipoacusia trasmissiva si presenta in combinazione con un’ipoacusia neurosensoriale. In altre parole, ci possono essere danni nell’orecchio esterno o medio e nell’orecchio interno (coclea) o nel nervo acustico.

L’ipoacusia percettiva o centrale è causata da una sofferenza delle vie uditive centrali. La soglia audiometrica può presentarsi normale, ma sono significativamente alterate le capacità integrative cerebrali di elaborazione delle informazioni uditive.

L’ipoacusia si può presentare in forma progressiva o improvvisa: l’ipoacusia progressiva è una perdita che va peggiorando sempre di più con il tempo. Quella improvvisa ha un esordio acuto o rapido, pertanto richiede cure mediche immediate per determinarne le cause e il trattamento.

Infine, può essere fluttuante o stabile: alcune ipoacusie si modificano, a volte migliorano, a volte peggiorano. L’ipoacusia fluttuante è tipica di un’alterazione del condotto uditivo colpito ad esempio da infezioni, o causata dalla presenza di tappo di cerume, o associata ad altre condizioni quali la Sindrome di Ménière.

IPOACUSIA NEL BAMBINO

I bambini che sono in grado di sentire imparano a parlare senza particolare sforzo, catturano al volo le parole che cadono dalle labbra altrui, così come sono, felicemente. Mentre i piccoli sordi devono intrappolarle attraverso un processo lento e spesso doloroso. – Helen Keller, la storia della mia vita, 1903

In età evolutiva le diverse forme di ipoacusia si distinguono in congenite ed acquisite.

Le forme congenite (prenatali), possono essere:

  • Genetiche: suddivise in sindromiche (sindrome di Down, di Usher, di Teacher Collins, di Crouzon, di Alport) e in non sindromiche. I fattori genetici sono la causa del 50% delle sordità congenite nei bambini;
  • Non genetiche: comprende infezioni (toxoplasmosi, citomegalovirus, rosolia, AIDS, farmaci ototossici, disordini metabolici;

Le forme acquisite sono sordità che compaiono dopo la nascita, in qualsiasi momento della vita, come risultato di una malattia o di una lesione. Possono essere:

  • Perinatali: ipossia, infezioni, prematurità, iperbilirubinemia, basso peso alla nascita;
  • Postnatali: meningite, otite media, infezioni virali (parotite, morbillo, cmv), esposizione al rumore, trauma;
  • Genetiche tardive: ereditaria progressiva.

Le ipoacusie in età evolutiva sono responsabili di un mancato e/o alterato sviluppo del linguaggio. Questo per quanto riguarda soprattutto l’entità della perdita uditiva:

  • Lieve: non rilevante per lo sviluppo del linguaggio;
  • Moderata: ritardo o disturbo del linguaggio (mancata e/o distorta acquisizione di alcuni fonemi);
  • Severa: grave ritardo o disturbo del linguaggio;
  • Profonda: assenza di linguaggio.

In relazione all’età di insorgenza ed allo sviluppo del linguaggio possiamo avere una distinzione in:

  • Sordità prelinguale congenita o comparsa prima dei 18 mesi d’età;
  • Sordità perilinguale manifestatasi fra i 18 ed i 36-72 mesi d’età;
  • Sordità post-linguale manifestatasi dopo i 36-72 mesi, cioè dopo l’acquisizione stabilizzata e spontanea dell’abilità linguistica vocale (= parola parlata ed ascoltata) .

La sordità prelinguale rappresenta la forma più grave in quanto impedisce al bambino di sviluppare naturalmente il linguaggio verbale, condizionandone lo sviluppo globale e l’inserimento sociale. I bambini sordi prelinguali se non vengono diagnosticati precocemente, trattati con protesi acustiche o impianto cocleare e sottoposti a specifiche procedure abilitative ed educative presenteranno mancata acquisizione spontanea del linguaggio verbale, povertà di nozioni e conoscenze, difficoltà scolastiche, difficoltà comportamentali, sociali e nel rapporto con i pari e altri svantaggi. Tuttavia anche la forma post-linguale, in età evolutiva, incide nei rapporti inter-individuali, determina difficoltà scolastiche e lavorative, limitazioni nelle abitudini socio-culturali e modificazioni del tono dell’umore e del comportamento.

IPOACUSIA NELL’ADULTO

La perdita uditiva negli adulti è determinata da molte cause, tra cui:

  • Otosclerosi: malattia che coinvolge l’orecchio medio (in particolare danneggia il movimento di uno dei 3 piccolissimi ossicini che lo compongono). L’otosclerosi può causare una perdita uditiva di tipo trasmissivo. Tale condizione, spesso, è trattabile chirurgicamente;
  • Sindrome di Ménière: colpisce l’orecchio interno; è caratterizzata da sordità, perdita dell’equilibrio (vertigini) e fischio alle orecchie (acufeni). La perdita uditiva causata dalla sindrome di Ménière talvolta può rispondere a terapia specifica o nei casi più gravi può candidare l’adulto all’intervento chirurgico per l’impianto cocleare;
  • Ototossicità: alcuni farmaci usati per risolvere alcune malattie sono dannosi per il sistema uditivo e causano perdita uditiva. In questi casi si parla di farmaci ototossici. Alcuni medicinali conosciuti per la loro ototossicità sono: antibiotici amminoglicosidici (come streptomicina, neomicina e kanamicina), acido acetilsalicilico usato in grandi quantità (aspirina), forti diuretici (come lasix e acido metacrilico), farmaci usati per la chemioterapia (cisplatino, carboplatino, mostarda azotata);
  • Esposizione a livelli di rumore dannosi: i rumori possono causare perdita uditiva. L’esposizione prolungata al rumore danneggia le cellule cigliate della coclea causando perdita uditiva permanente. La perdita uditiva può anche essere causata dal trauma acustico da rumore, dovuto ad una sola o poche esposizioni a rumori molto forti;
  • Neurinoma dell’acustico: è un esempio dei tumori che causano una perdita uditiva. I neurinomi acustici colpiscono l’8° nervo cranico, (nervo acustico). Il trattamento è di tipo farmacologico;
  • Trauma meccanico: tra i traumi che possono causare perdita uditiva si ritrovano le fratture della testa a livello dell’osso temporale (area dello scheletro sito proprio dietro l’orecchio) la foratura del timpano dovuta all’inserimento di oggetti estranei nel canale uditivo o ad alterazioni della pressione;
  • Presbiacusia: si riferisce alla perdita uditiva dovuta al fisiologico processo dell’invecchiamento. Tale condizione porta alla degenerazione progressiva dell’orecchio interno (coclea). Tale processo, fisiologicamente progressivo con perdita uditiva per le alte frequenze, inizia dopo i 20 anni, ma si definisce presbiacusia tra i 55 e i 65 anni, quando sono colpite le alte frequenze dello spettro vocale. In questi casi si può ricorrere all’uso delle protesi acustiche, il cui ruolo è amplificare il segnale acustico soprattutto delle alte frequenza.

CHI SI OCCUPA DI IPOACUSIA?

Diverse sono le figure coinvolte nell’ipoacusia: il pediatra, il neuropsichiatra, l’audiologo foniatra e/o l’otorinolaringoiatra, l’audioprotesista, l’audiometrista, il logopedista. Queste figure operano in équipe ed hanno la funzione di:

  • Effettuare una valutazione audiologica (definisce qualitativamente e quantitativamente la perdita uditiva), neuroradiologica (identifica eventuali alterazioni anatomiche mediante la diagnostica per immagini Tc o RM), neuropsichiatrica (nel caso di ipoacusie sindromiche);
  • Eseguire test audiometrici, tra cui test neonatali (otoemissioni acustiche, ABR automatico, ABR per soglia, ASSR Auditory Steadystate Responses), timpanometria e riflessi stapediali, elettrococleografia, test comportamentali, visual reinforcement audiometry, test audiometrico condizionato infantile (play audiometry) e test audiometrico tonale e vocale;
  • Definire una diagnosi funzionale precoce al fine di sfruttare la neuroplasticità; ;
  • Effettuare una presa in carico multidisciplinare attraverso un progetto riabilitativo, individuando il tipo di protesizzazione adeguata;
  • Attuare follow-up a diverso intervallo temporale, al fine di valutare l’andamento e lo sviluppo globale dell’individuo, nonché il controllo tecnico ed il guadagno funzionale.

Il Logopedista ha un ruolo predittivo nella valutazione e nella presa in carico di pazienti ipoacusici sia in età evolutiva che in età adulta (adulti che progressivamente vedono ridursi la loro abilità uditiva a causa di una sordità acquisita da varia natura o adulti sordi che decidono di utilizzare l’impianto cocleare). Egli, oltre ad un anamnesi accurata e ad un counselling logopedico, volto a sostenere il paziente e la sua famiglia nel percorso ri-educativo, si occupa della valutazione e del trattamento della persona ipoacusica.

Nello specifico, effettua la VALUTAZIONE utilizzando prove strutturate, semi-strutturate e questionari: permette così la definizione di un bilancio logopedico, indispensabile per la stesura del Profilo Funzionale dell’individuo. La valutazione riguarda le abilità percettivouditive, linguistico-comunicative, ed è condotta mediante l’uso di test standardizzati. Il TRATTAMENTO è mirato al raggiungimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine. Il trattamento riabilitativo prevede un percorso individualizzato e personalizzato (programma riabilitativo) connesso alla definizione dei membri dell’équipe, del setting, del materiale utilizzato, delle strategie e delle metodiche didattiche e non. E’ di tipo multidisciplinare e multimodale.

TRATTAMENTO RIABILITATIVO NEL BAMBINO IPOACUSICO

Il trattamento riabilitativo del BAMBINO IPOACUSICO è incentratO sullo sviluppo delle

  • Abilità PERCETTIVO-UDITIVE: legate alla scoperta di un mondo sonoro, detta anche “awareness uditiva”. Si struttura in più livelli quali: detezione: capacità di distinguere se un suono è presente o meno; discriminazione: abilità di distinguere un suono da un altro (uguale/diverso); identificazione: riconoscimento dello stimolo uditivo combinandolo con il relativo stimolo visivo scegliendo tra diversi target; riconoscimento: cogliere gli elementi di uno stimolo individuandolo in un set aperto; comprensione: comprensione dello stimolo uditivo mediante le risposte a frasi;
  • Abilità LINGUISTICO-COMUNICATIVE: si basano sull’acquisizione delle tappe di sviluppo del linguaggio. Sono abilità legate allo sviluppo degli aspetti formali e funzionali del linguaggio: fonetica e fonologia, lessico, morfo-sintassi, abilità pragmatiche, abilità cognitivo-linguistiche.

La difficoltà nella definizione degli outcome del bambino ipoacusico è motivata dall’assenza di linee guida nazionali, sostituite da protocolli regionali ispirati alle linee guida americane (Year 2007 Position Statement: principles and guideline for early hearing detection and intervention).

L’agire terapeutico in ambito logopedico si basa sullo sviluppo specifico di ogni bambino attraverso un percorso individualizzato e personalizzato connesso alla scelta del setting, del materiale utilizzato, delle strategie e delle metodiche didattiche e non. Di seguito una breve illustrazione dei metodi educativi (suddivisi in oralisti, misti, educazione bilingue).

Sono presenti altre modalità utilizzate in ambito riabilitativo, basate su principi differenti. Tra questi abbiamo:

  • L’ Auditory Verbal Theraphy: attraverso l’atmosfera ludica il bambino impara un modello di comunicazione naturale in cui genitore e logopedista interagiscono nel proporre le attività;
  • Logocromia: mediante l’uso del colore si ordinano le parole permettendo di comprendere e produrre oralmente e per iscritto frasi minime;
  • Metodo Drežančić: ogni suono della lingua è associato ad una melodia, ad un movimento delle mani ed a giochi che ne sottolineano le caratteristiche;
  • Logogenia: sfruttando la contrastività mette in opposizione suoni, parole (coppie minime) e frasi che differiscono per un unico dettaglio che modifica il significato.

TRATTAMENTO RIABILITATIVO NELL’ADULTO

Ha lo scopo principalmente di recuperare il deficit uditivo, di ripristinare la capacità di localizzazione del suono o di riconoscere lo stimolo sonoro e di potenziare gli aspetti comunicativo-linguistici.

PROTESI ACUSTICHE

Apparecchi elettronici miniaturizzati, che hanno il compito di ricevere ed amplificare i suoni ambientali e successivamente di riproporli adattati all’orecchio di un soggetto ipoacusico. Si dividono in:

  • Protesi Acustica per via ossea: apparecchio acustico che sfrutta la vibrazione dell’osso come tecnica di conduzione del suono; usata per correggere le ipoacusie di tipo trasmissivo o misto;
  • Protesi Acustica per via aerea: indicata per ipoacusia neurosensoriale bilaterale o ipoacusia trasmissiva permanente o persistente.

IMPIANTO COCLEARE

L’impianto cocleare (IC) è un vero e proprio orecchio artificiale in grado di trasformare gli stimoli acustici in elettrici, bypassando i recettori cocleari e stimolando direttamente le fibre del nervo acustico. E’ il sistema più efficace nel trattamento di ipoacusie neurosensoriali profonde non emendabile con protesi acustica.

E’ costituito da una parte esterna che capta ed elabora i suoni ambientali e li trasmette alla componente interna. La porzione interna viene posizionata chirurgicamente a livello della coclea, deficitaria, ed è composta dal ricevitore/stimolatore e dagli elettrodi. L’impianto cocleare è una grande conquista tecnologica sia per le ipoacusie in età evolutiva sia per quelle in età adulta, ma le variabili che determinano il successo riabilitativo non solo soltanto audiologiche. E’importante l’adattamento protesico, la motivazione del paziente e/o della famiglia, il percorso riabilitativo ecc. Numerosi sono gli studi che dimostrano l’efficacia a livello percettivo e linguistico, a seguito di un percorso riabilitativo efficace ed intensivo, grazie anche al coinvolgimento di tutti i contesti di vita dell’individuo. L’impianto cocleare richiede una valutazione del caso e l’identificazione dei criteri di candidabilità quali: tipo di ipoacusia, età della diagnosi, assenza di beneficio dall’uso delle protesi, presenza di altre disabilità, età di esecuzione dell’impianto, assenza di stati di infezione o malformazioni dell’orecchio interno, consenso della famiglia. In molti casi è possibile eseguire impianto bilaterale al fine di promuovere lo sviluppo delle funzioni dell’udito binaurale, migliorare la qualità della produzione verbale e le competenze linguistiche. Tuttavia ci sono controindicazioni all’applicazione dell’impianto cocleare quali: aplasia della coclea, o del nervo acustico, assenza di motivazione del paziente, disabilità associate, ossificazione cocleare, patologia flogistica cronica, malformazioni cocleari e Schwannoma vestibolare.

La Regione Basilicata gode di un Centro di Riferimento regionale per gli impianti cocleari affiliato con New York University, Rienzi Foundation di cui è responsabile il dottor Italo Cantore.


BIBLIOGRAFIA

  • SCHINDLER O.- MARTINI A. (2004) La sordità prelinguale, Omega edizioni, op.cit. p.17
  • Classificazione audiologica della sordità della BIAP (Bureau International d’Audiophonologie)
  • Giornata Europea della Logopedia, 6 Marzo 2011 “(Lo) Senti chi parla?” “IPOACUSIA,,,? PER SAPERNE DI PIU’…” Documento a cura di: D’Ales G., Associazione Logopedisti Siciliani e Raimondo S., Associazione Logopedista Piemontesi Tradotto e adattato da www.ASHA.org
  • Classificazione presentata nel Congresso Nazionale Sifel 2016. Tavola rotonda UPDATE SULLA UPDATE SULLA RIABILITAZIONE DELLE RIABILITAZIONE DELLE IPOACUSIE INFANTILE. Claudia Aimoni A. Ciorba, R. Tazzari, F. Minazzi, V. Corazzi
  • Clinica ORL-Audiologia Università degli Studi di Ferrara Direttore: Prof. A.Pastore Documento a cura di Prof. Oskar Schindler (traduzione del documento “Position statement: principles and guidelines for early hearing detection and intervention programs” Joint Committee on infant hearing. Pediatrics, 2007; 120:898-921.
  • SCHINDLER A.- CANALE A.- ALBERA R.- OTTAVIANI F. (2011) Evidenze scientifiche nella riabilitazione del bambino sordo, Acya Phoniatrica Latina vol. 33.
  • BARILLARI U.- TOZZI E.- ANGELILLO N.- DI COSTANZO B.- BARILLARI M.R. (2011) Il cammino educativo- abilitativo del bambino sordo.
  • SUNIL D.- SHARMA-SHARON L.- CUSHING- BLAKE C.- KAREN A. GORDON (2020) Benefici dell’udito e del linguaggio dell’impianto cocleare nei bambini: una revisione della letteratura. Rivista internazionale di otorinolaringoiatria pediatrica.
  • HANNEKE B.- ZIYLAN F. STEGEMAN I.- TOPSAKAL V.- GROLMAN. W., (2016), A Systematic Review to Define the Speech and Language Benefit of Early (<12 Months) Pediatric Cochlear Implantation, Department of Otorhinolaryngology and Head and Neck Surgery, University Medical Center Utrecht, and Brain Center Rudolf Magnus, Utrecht , The Netherlands.
  • BORTOLINI U. (2007), Lo sviluppo prelinguistico e vocalico nel bambino.
  • D’ALATRI L.- ZAGARI F.- MARI G.- DE CANIO C. (2011), Sviluppo del linguaggio e valutazione della competenza comunicativo-linguistica, Acta Phoniatrica Latina vol 33, p.155.
  • GISOLDI- SAPUPPO (2009), La presa in carico logopedica multidimensionale e multimodale del bambino sordo in età prescolare –MARIANI E.- MAROTTA L., Presa in carico e intervento nei disturbi dello sviluppo, Erickson, pp. 685- 711.

 2,490 total views

Torna su