FLI Basilicata

DISTURBO PRIMARIO DI LINGUAGGIO: Consensus Conference e il ruolo del Logopedista

Nel 2016 la Federazione dei Logopedisti Italiani (FLI) e l’associazione scientifica CLASTA (Communication and Language Acquisition Studies in Typical and Atypical populations) hanno promosso una Consensus Conference dedicata alla diagnosi e al trattamento del Disturbo Primario del Linguaggio. Hanno partecipato una pluralità di associazioni scientifiche e professionali, oltre a clinici con comprovata esperienza clinica, e ricercatori accademici autori di studi scientifici sull’argomento.

Il tema della Consensus riguarda quello che precedentemente veniva denominato DISTURBO SPECIFICO DI LINGUAGGIO: il cambiamento nella denominazione deriva da ciò che la ricerca scientifica ha dimostrato ampiamente, ossia che si tratta di un disturbo primario, in quanto non associato o derivante da altri disturbi, ma non specifico, in quanto tende a presentarsi assieme ad altre vulnerabilità.

Il Disturbo Primario del Linguaggio è il disturbo del neurosviluppo più frequente in età prescolare (i dati epidemiologici indicano un 7% della popolazione, in maggioranza maschi).

Esso consiste nella difficoltà ad acquisire la lingua cui il bambino è esposto; può presentarsi con diversi gradi di gravità: a volte riguarda solo la capacità di esprimersi in modo corretto, ma nei casi più gravi e più difficili da trattare perché coinvolge anche la comprensione linguistica. In alcuni casi il recupero della capacità linguistica avviene spontaneamente, anche se in ritardo rispetto a quanto avvenga nello sviluppo normale. Tuttavia, secondo la letteratura più recente, anche in questi casi si possono manifestare conseguenze a lungo termine: coloro che in età prescolare hanno avuto il disturbo sono più spesso soggetti ad abbandono scolastico, hanno maggiori difficoltà di adattamento sociale, uno scarso senso di autoefficacia e accedono ad attività lavorative meno soddisfacenti.

La diffusione del disturbo e l’impatto negativo sullo sviluppo del bambino impone di identificare precocemente i bambini a rischio al fine di garantire loro una vita di qualità, ridurre i costi dell’intervento socio-sanitario e programmare e attuare politiche pubbliche adeguate.ì

Il  Logopedista effettua un accurato bilancio delle competenze comunicativo-linguistiche e mette in atto i trattamenti considerati efficaci nel DPL.

Inoltre, in questa sezione segnaliamo alcune ricerche condotte su bambini e bambine esposti/e alla lingua italiana, che hanno un ritardo o un disturbo del linguaggio, e studi di validazione o normalizzazione di strumenti sviluppati per la valutazione delle competenze comunicative e linguistiche dell’Italiano.

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