FLI Basilicata

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA E IL RUOLO DEL LOGOPEDISTA

A cura di Angela Tedesco – Logopedista

CHE COS’E’ LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) studia e, quando necessario, tenta di compensare disabilità comunicative temporanee o permanenti, limitazioni nelle attività e restrizioni alla partecipazione di persone con severi disordini nella produzione del linguaggio (language) e/o della parola (speech) e/o di comprensione. (ASHA, 2005)

L’obiettivo dell’intervento CAA è quello di espandere le capacità comunicative sfruttando tutti i canali e le modalità a disposizione. Il termine aumentativa indica che le modalità comunicative utilizzate non sostituiscono le abilità naturali ma le accrescono; il termine alternativa indica che si tratta di modalità comunicative diverse rispetto a quelle generalmente usate.  

CHI LA UTILIZZA?

Alcuni disturbi che interessano lo speech o la capacità comunicativa, possono restringere o limitare la partecipazione sociale della persona. Tali utenti, con bisogni comunicativi complessi (CBC), richiedono una assistenza particolare per parlare e/o scrivere perché la loro comunicazione gestuale, verbale, scritta è temporaneamente o permanentemente inadeguata. Le condizioni che possono causare l’incapacità di parlare o scrivere possono essere conseguenti a cause congenite (es. disabilità intellettiva, paralisi cerebrali infantili, disturbo dello spettro autistico, aprassia del linguaggio) o acquisite (es. sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, traumi cranioencefalici, ictus del tronco cerebrale).

CAA IN ETA’ EVOLUTIVA

Una delle maggiori preoccupazioni espresse dai genitori a cui viene proposto un intervento di CAA è che questo possa inibire lo sviluppo e/o la produzione del linguaggio verbale del loro bambino. In letteratura ci sono evidenze che sostengono che l’uso della CAA non sembrerebbe diminuire il ricorso al linguaggio verbale ed è possibile che questo migliori nel tempo (Blischak, 1999; Cumley e Swanson, 1999; Waller et al., 2001). È estremamente importante, invece, fornire ai bambini una o più modalità di CAA adeguate al caso, in modo che abbiano opportunità di comunicare.

CAA IN ETA’ ADULTA

L’intervento CAA nelle persone adulte con disabilità comunicative dovute a condizioni fisiche acquisite è influenzato da numerosi fattori, tra i quali il tipo di patologia associata e lo stato psico-fisico e clinico del paziente. Va infatti considerata la possibile compresenza di ulteriori disabilità rispetto a quella comunicativo-linguistica, e che interessano aree come la mobilità, le abilità sensoriali/percettive, le abilità cognitive, la manipolazione di oggetti, l’alimentazione e la deglutizione. Una delle caratteristiche che accomuna i diversi quadri clinici acquisiti è inoltre la facile affaticabilità. Il team CAA dovrà implementare sistemi controllabili anche in caso di stanchezza, con caratteristiche che rispondano alle necessità della singola persona, che sfruttino le capacità motorie residue e che soddisfino il bisogno comunicativo.

VALUTAZIONE

Gli utenti con CBC, per beneficiare dell’intervento di CAA, hanno bisogno di una valutazione completa che permetta ai clinici di raccogliere informazioni per dare raccomandazioni appropriate riguardo al sistema CAA da implementare (Beukelman e Mirenda, 2005). Le attuali procedure di valutazione si basano sul modello di partecipazione adottato dal 2004 dalla American Speech-language Association come schema di riferimento. Tale modello pone il focus sull’identificazione delle opportunità di partecipazione e dei bisogni comunicativi della persona (Beukelman e Mirenda, 2005). Vengono individuate e valutate le barriere che possono influenzare la partecipazione: barriere di opportunità (barriere politiche, di prassi, di conoscenza, di abilità, di attitudine) e barriere di accesso (capacità comunicative attuali della persona con CBC). Si procede con la pianificazione dell’intervento (indicazioni e training per la persona con CBC e per i suoi caregiver) e la valutazione della sua efficacia. Sulla base degli esiti della valutazione finale, in caso di intervento riuscito, si programmerà un follow up, in caso di intervento non riuscito si ripianificheranno gli obiettivi di intervento.

SISTEMI CAA: SIMBOLI E AUSILI

Il vantaggio della CAA è quello di poter utilizzare una vasta gamma di simboli e segni che permettono di rappresentare messaggi e concetti comunicativi in modo alternativo anche a persone che non sono in grado di leggere e scrivere. I simboli possono essere raggruppati in due categorie: unaided e aided. I primi non richiedono supporti per essere prodotti e questi sono i gesti, le vocalizzi e sistemi di segni manuali. I simboli aided (Rowland e Schweigert 1989; 2000 a) sono simboli tangibili (bi/tridimensionali), permanenti, facilmente manipolabili, discriminabili al tatto e altamente iconici.

I sistemi di simboli necessitano di supporti per essere visualizzati e selezionati (Set di selezione). I supporti sono rappresentati da display fissi o dinamici. Nel primo caso i sistemi simbolici e vocaboli sono in posizione fissa (es. tabelle cartacee-low tech) quindi il numero di simboli per ogni display è limitato ed è necessario cambiare tabelle/display per soddisfare la necessità di un numero maggiore di vocaboli. I display dinamici sono computerizzati, tattili ed è possibile aprire un nuovo set di immagini in seguito ad una selezione. La selezione dei simboli può avvenire in maniera diretta, quando l’utente indica direttamente il simbolo con qualsiasi parte del corpo (anche con puntamento oculare), o in maniera indiretta (a scansione o a codifica). La scansione può essere assistita dal partner comunicativo o da ausili tecnologici, a codifica avviene attraverso un codice.

Gli ausili CAA possono essere suddivisi in base al livello di tecnologia utilizzata in ausili ad alta o bassa tecnologia.

Gli ausili a bassa tecnologia (low-tech) comprendono:

  • Tabelle cartacee per la comunicazione, sistemi di comunicazione per scambio di immagini, libri di conversazioneà strumenti carta-penna costruiti artigianalmente, che vengono usati con indicazione manuale;
  • Tavole E-TRANà possono essere costruite su un pannello in plexiglass o su carta lucida (arrotolabile e trasportabile) su cui vengono scritti o impressi simboli, lettere, numeri; l’indicazione dei simboli da parte della persona con CBC avviene attraverso eye-linking, eye-pointing o scansione assistita dal partner;  

Gli ausili ad alta tecnologia (high-tech) comprendono:

  • Comunicatori alfabetici portatili dotati di sintesi vocale o voce sinteticaà hanno la possibilità di predizione di parola o di frasi d’uso frequente;
  • SGD’S (speech generation devices) o VOCAs à hanno l’aspetto di un tasto o tastiera; in corrispondenza di ogni tasto è possibile registrare un messaggio e, quando l’utente attiva quel tasto, si riascolta il messaggio ad esso associato;
  • Tabletà Offrono il vantaggio di memoria e flessibilità di programmazione, ma anche trasportabilità e buona durata delle batterie;
  • Sistema di puntamento oculareà permette il movimento del mouse attraverso eye tracking (puntamento mono o binoculare diretto); viene montato su PC ed è dotato di software completo e personalizzabile sulla base delle esigenze comunicative dell’utente. La selezione del simbolo viene confermata con battito delle palpebre o permanenza dello sguardo sul tasto per qualche secondo. Il messaggio completo può essere riprodotto dal computer attraverso sintesi vocale. Gli ammiccamenti vengono ignorati dal sistema. È possibile accedere ad internet, posta elettronica, invio SMS e visualizzazione e ascolto di DVD e CD.

RUOLO DEL LOGOPEDISTA NEL TEAM CAA

Il team CAA è costituito da un gruppo di professionisti con conoscenze condivise, che guidano i processi decisionali relativi agli interventi CAA e che implementano i sistemi comunicativi. In genere il team è composto dalla persona con CBC, dalla sua famiglia, da medici, logopedisti, fisioterapisti, tecnici della neuropsicomotricità, terapisti occupazionali, educatori etc.

Il Logopedista, professionista la cui attività è volta all’educazione e rieducazione dei disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e della comunicazione, “propone l’adozione di ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia” (profilo professionale del Logopedista, D.M. 742/1994).

Nello specifico nell’ambito del team CAA, il Logopedista:

  • individua le persone con CBC e si occupa della gestione del caso e della valutazione del linguaggio;
  • è a conoscenza di attuali ed appropriate opzioni di CAA;
  • effettua monitoraggio relativo all’impatto degli interventi di CAA sulla persona;
  • prepara e supporta i facilitatori di CAA ed i partner comunicativi;
  • si occupa della documentazione di supporto al finanziamento-prescrizione dell’ausilio CAA.

CONCLUSIONI

Come citato nella Carta dei diritti della comunicazione, ogni persona indipendentemente dal grado di disabilità ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la comunicazione, le condizioni della sua vita. Oltre a questo diritto di base, devono essere garantiti diritti specifici come ad esempio il diritto di chiedere, scegliere, rifiutare, ottenere risposte per soddisfare richieste, diritto di partecipazione e di ricevere informazioni e messaggi. Avere accesso ad ausili di comunicazione aumentativa alternativa permette all’individuo, bambino o adulto, di avere un certo grado di autonomia comunicativa, garantendo pertanto i diritti sopracitati.


BIBLIOGRAFIA

  • Amitrano A., Ruoppolo G. (2013) Disartria possiamo fare di più, Omega Edizioni.
  • ASHA- American Speech-Language-Hearing Association (2005), Roles and responsabilities of speech language pathologist with respect to augmentative and alternative communication: Position statement, doi:10.1044/policy.PS2005-00113.
  • Beukelman D., Mirenda P. (2005), Augmentative and alternative communication for children and adults (3rd ed,). Baltimore, MD: Paul H. Brookes.
  • Blischack D.M. (1999), Increases in natural speech production following experience with synthetic speech, Journal of Special Education Technology, vol. 14, pp 44-53;
  • Cumley G. e Swanson S. (1999), Augmentative and alternative communication options for children with developmental apraxia of speech: Three case studies, Augmentative and Alternative Communication, vol. 15, pp. 110-125;
  • David R. Beukelman e Pat Mirenda (2017), Manuale di Comunicazione Aumentativa Alternativa, interventi per bambini e adulti con complessi bisogni comunicativi, Erickson.
  • D.M.14 settembre 1994, n. 742, Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale del logopedista, Ministero della Salute 1994.
  • Rowland, C. & Schweigert, P. (1989). Tangible symbols systems: Symbolic communication for individuals with multisensory impairments. Augmentative and Alternative Communication, 5 , 226-234.
  • Rowland, C. & Schweigert, P. (2000). Tangible symbols, tangible outcomes. Augmentative and Alternative Communication, 16, 61-78
  • Smith M. et al. (2003), Asymmetry in input and output for individuals who use AAC. In J.C. Light, D.R. Beukelman et al. Communicative competence for individuals who use AAC: From research to effective practice, Baltimore, Paul H. Brookes Publishing Co., pp. 163-19. Waller A. et al., (2001), Using written stories to support the use of narrative in conversational interaction: Case study, Augmentative and Alternative Communication, vol.17, pp. 221-232

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